Diritto al rimborso per software preinstallato – Sentenza del Giudice di Pace di Firenze del 24 aprile 2007

30 11 2007

Anche se un po’ datata riporto la sentenza sul diritto al rimborso per il software preinstallato.

Giudice di Pace di Firenze

Sentenza n. 5384/2007 dep. 28 settembre 2007 – R.G. 3065/2006

dott. Alberto Lo Tufo

Marco Pieraccioli contro Hewlett Packard Italiana srl

[…]

Svolgimento del processo

Con atto ritualmente notificato il sig. Marco Pieraccioli citava dinanzi a questo Giudice la società Hewlett Packard Italiana, esponendo di aver acquistato nel Settembre 2005 un computer tipo notebook marca Compaq con preistallato software Microsoft (Windows XP e Works 8 ) e di aver richiesto alla produttrice Hewlett Packard il rimborso del costo di quest’ultimo previa restituzione dello stesso, come da istruzioni riportate nella relativa licenza d’uso (Eula).

Aggiungeva che peraltro che nonostante contatti e diffide, tale rimborso gli era stato negato dalla convenuta sulla scorta di una inscindibilità tra struttura hardware e software, in realtà inesistente. Concludeva pertanto perchè il giudice, accertato il suo diritto in tal senso, condannasse la Hewlett Packard a rimborsargli la somma di Euro 140,00 da ritenersi corrispondente al prezzo del detto software sul mercato, oltre interessi e con vittoria di spese.

Si costituiva la convenuta la quale precisava che la inscindibilità tra apparecchiature e sistema operativo dei suoi prodotti, era non tecnica ma commerciale in conformità agli usi invalsi nello specifico settore nel quale era prevalente l’interesse dell’utente finale ad avere un prodotto completo. Aggiungeva che in ogni caso quanto unilateralmente predisposto nella licenza d’uso (Eula) dalla Microsoft non poteva impegnarla e che, non avendo per quanto detto una sua procedura per il rimborso del solo sofrware, aveva comunque offerto all’attore il rimborso, rifiutato, del prezzo dell’intero computer. Concludeva pertanto per il rigetto della domanda perchè infondata in fatto e diritto, con vittoria di spese.

Dopo puntualizzazioni delle parti la causa passava in decisione sulle conclusioni in epigrafe riferite, senza ulteriore attività istruttoria.

Motivi della decisione

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BusyBox… due nuove cause in vista

21 11 2007

Sul sito di SFLC, pare che gli agguerriti sviluppatori di Busybox stiano affilando le armi (sono già disponibili gli atti introduttivi delle cause Processo “Erik Andersen e Rob Landley contro High Gain Antennas, LLC” eErik Andersen e Rob Landley contro Xterasys Corporation“) contro altre due presunte ipotesi di violazione della GPLv2. In entrambi i casi non è stato distribuito il codice sorgente insieme al codice oggetto.

Chissà se anche queste si concluderanno con una transazione… stiamo a vedere!





Pubblicata l’ultima versione della Affero GNU/GPL

21 11 2007

Proprio ieri è stata pubblicata la versione della AGPL (che risolve in modo più restrittivo rispetto alla GPLv3 il cosiddetto ASP Loophole o SaaS – software as a service).

Segue il testo della licenza AGPL.

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GNU AFFERO GENERAL PUBLIC LICENSE
Version 3, 19 November 2007

Copyright (C) 2007 Free Software Foundation, Inc. Everyone is permitted to copy and distribute verbatim copies of this license document, but changing it is not allowed.

Preamble

The GNU Affero General Public License is a free, copyleft license for software and other kinds of works, specifically designed to ensure cooperation with the community in the case of network server software.

The licenses for most software and other practical works are designed to take away your freedom to share and change the works. By contrast, our General Public Licenses are intended to guarantee your freedom to share and change all versions of a program–to make sure it remains free software for all its users.

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Comune di Cagliari e opensource

17 11 2007

Leggo oggi una notizia sul Giornale di Sardegna che mi appunto sul blog. L’articolo a pagina 27, a firma di Jacopo Norfo, descrive la querelle politica che sta sorgendo a proposito dell’acquisto da parte del Comune di Cagliari di un tot di computer per il prezzo unitario di € 466,00 + IVA ed un prezzo complessivo di circa 90 mila euro. Il problema è: gnu/linux… risparmio vero?

Da quel che mi pare di comprendere dalla lettura dell’articolo il Comune di Cagliari respinge al mittente (il consigliere Claudio Cugusi della Sinistra Europea) le accuse dei presunti sprechi del Comune per l’acquisto dei pc unitamente al sistema operativo di Redmond. Nell’articolo si legge che il Comune di Cagliari avrebbe risposto all’accusa di aver sprecato danaro pubblico dicendo: «Anche sostituendo Windows con Open Source, grazie alla convenzione, il prezzo di quei pc sarebbe rimasto invariato a 466,00 euro, ed era infatti possibile prevedere il cambio». La risposta mi sembra corretta. Se io acquisto un pc con un OS proprietario preinstallato e poi decido di sostituirlo con gnu/linux il prezzo iniziale non cambia. Ma cosa succede se io acquisto un pc senza un OS preinstallato o se chiedo il rimborso del prezzo per l’OS preinstallato che non intendo affatto utilizzare?

C’è da intendersi su cosa significhi “era possibile prevedere il cambio”. Se si intende che il Comune avrebbe potuto migrare dai sistemi operativi proprietari a quelli liberi in un momento successivo all’acquisto… mi sembra un ovvietà. Se invece si intende che già nell’accordo contrattuale sarebbe stato possibile evitare la preinstallazione di OS proprietari e installazione di OS liberi mi verrebbe da pensare che la rimozione dei OS proprietari e l’installazione di sw libero sarebbe avvenuta allo stesso prezzo della licenza proprietaria del sistema operativo proprietario preinstallato.

L’acquisto dei pc in una PA deve rispondere, ovviamente, ai principi che informano il buon andamento della pubblica amministrazione. Solitamente quando si acquista un pc con un sistema operativo preinstallato si ha l’impressione che quello stesso OS venga “regalato”. Ma non è così. Il riferimento corre alle pagine di Paolo Attivissimo: http://www.attivissimo.net/rimborso_windows/istruzioni.htm.

Mi pare vi sia un’incomprensione di fondo. Se i pc acquistati fossero stati forniti senza sistema operativo preinstallato, ad occhio e croce il prezzo sarebbe dovuto essere inferiore a 466€ (hardware+OS preinstallato).

Che poi possano esservi spese ulteriori per la formazione dei dipendenti è un altro paio di maniche. Ma che possa esservi un risparmio in termini economici dall’adozione di software libero, quantomeno ex post (con la richiesta di rimborso dei costi di licenza proprietaria) mi pare sia indubbio. E questa possibilità di rimborso è evidenziata anche dall’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori) e confermata in una lettera inviata ad ADUC dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 20 luglio 2006 (che non sono riuscito a trovare online ma richiamata QUI).

Oltretutto mi pare che non debbano trascurarsi gli altri aspetti legati al software libero: in primis la disponibilità del codice sorgente, aspetto che viene spesso in secondo piano rispetto a quello della gratuità. Il termine FreeSoftware viene reso, correttamente, in italiano come SoftwareLibero e non come SoftwareGratuito! A tal proposito si consiglia la lettura di GNU.org; wikipedia; osservatoriotecnologico; CNIPA osservatorio opensource 2007; FSFE.

Link utili: -ADUC cita la HP – -Modulo di richiesta di rimborso predisposto da ADUC- -softwarelibero.it-