Comune di Cagliari e opensource

17 11 2007

Leggo oggi una notizia sul Giornale di Sardegna che mi appunto sul blog. L’articolo a pagina 27, a firma di Jacopo Norfo, descrive la querelle politica che sta sorgendo a proposito dell’acquisto da parte del Comune di Cagliari di un tot di computer per il prezzo unitario di € 466,00 + IVA ed un prezzo complessivo di circa 90 mila euro. Il problema è: gnu/linux… risparmio vero?

Da quel che mi pare di comprendere dalla lettura dell’articolo il Comune di Cagliari respinge al mittente (il consigliere Claudio Cugusi della Sinistra Europea) le accuse dei presunti sprechi del Comune per l’acquisto dei pc unitamente al sistema operativo di Redmond. Nell’articolo si legge che il Comune di Cagliari avrebbe risposto all’accusa di aver sprecato danaro pubblico dicendo: «Anche sostituendo Windows con Open Source, grazie alla convenzione, il prezzo di quei pc sarebbe rimasto invariato a 466,00 euro, ed era infatti possibile prevedere il cambio». La risposta mi sembra corretta. Se io acquisto un pc con un OS proprietario preinstallato e poi decido di sostituirlo con gnu/linux il prezzo iniziale non cambia. Ma cosa succede se io acquisto un pc senza un OS preinstallato o se chiedo il rimborso del prezzo per l’OS preinstallato che non intendo affatto utilizzare?

C’è da intendersi su cosa significhi “era possibile prevedere il cambio”. Se si intende che il Comune avrebbe potuto migrare dai sistemi operativi proprietari a quelli liberi in un momento successivo all’acquisto… mi sembra un ovvietà. Se invece si intende che già nell’accordo contrattuale sarebbe stato possibile evitare la preinstallazione di OS proprietari e installazione di OS liberi mi verrebbe da pensare che la rimozione dei OS proprietari e l’installazione di sw libero sarebbe avvenuta allo stesso prezzo della licenza proprietaria del sistema operativo proprietario preinstallato.

L’acquisto dei pc in una PA deve rispondere, ovviamente, ai principi che informano il buon andamento della pubblica amministrazione. Solitamente quando si acquista un pc con un sistema operativo preinstallato si ha l’impressione che quello stesso OS venga “regalato”. Ma non è così. Il riferimento corre alle pagine di Paolo Attivissimo: http://www.attivissimo.net/rimborso_windows/istruzioni.htm.

Mi pare vi sia un’incomprensione di fondo. Se i pc acquistati fossero stati forniti senza sistema operativo preinstallato, ad occhio e croce il prezzo sarebbe dovuto essere inferiore a 466€ (hardware+OS preinstallato).

Che poi possano esservi spese ulteriori per la formazione dei dipendenti è un altro paio di maniche. Ma che possa esservi un risparmio in termini economici dall’adozione di software libero, quantomeno ex post (con la richiesta di rimborso dei costi di licenza proprietaria) mi pare sia indubbio. E questa possibilità di rimborso è evidenziata anche dall’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori) e confermata in una lettera inviata ad ADUC dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 20 luglio 2006 (che non sono riuscito a trovare online ma richiamata QUI).

Oltretutto mi pare che non debbano trascurarsi gli altri aspetti legati al software libero: in primis la disponibilità del codice sorgente, aspetto che viene spesso in secondo piano rispetto a quello della gratuità. Il termine FreeSoftware viene reso, correttamente, in italiano come SoftwareLibero e non come SoftwareGratuito! A tal proposito si consiglia la lettura di GNU.org; wikipedia; osservatoriotecnologico; CNIPA osservatorio opensource 2007; FSFE.

Link utili: -ADUC cita la HP – -Modulo di richiesta di rimborso predisposto da ADUC- -softwarelibero.it-


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One response

17 11 2007
claudio cugusi

ciao, hai perfettamente ragione e infatti chi ha torto è il consigliere Tumatis, che non ha capito lo spirito della nostra iniziativa.
Noi non abbiamo mai detto né scritto che quei computer sono costati un milione di euro. Diciamo e scriviamo, invece, che il Comune di Cagliari non ha una politica per l’oper source e il wi fi, nonostante il bilancio comunale contenga un emendamento bipartisan (Cugusi – Serra – Angus – Carta) che preveda la sperimentazione immediata di queste tecnologie.
Peggio: il Comune di Cagliari non è nemmeno in grado di dire quanto spende ogni anno in licenze Microsoft. Su questo vogliamo che rispondano, non equivocando i termini del ragionamento.
Mi conforta però che tanti come te comincino a riflettere pubblicamente su questi temi.
Per approfondimenti
http://www.claudiocugusi.it

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