Incontro su Opensource e Pubblica Amministrazione

17 12 2007

Mercoledì 19 dicembre 2007, alle 19,00 a Cagliari – Pirri, presso “La Vetreria“, si terrà un’assemblea dal titolo “Opensource, spunti per la democrazia digitale”. Interverranno: Giulio De Petra (Net Left Sardegna), Giovanni Battista Gallus, Sandro Usai (Ablativ), Mauro Murgioni (esperto ICT), Massimo Cireddu (Progetto Sardfox), Francesco Paolo Micozzi (Circolo dei Giuristi Telematici), Carla Floris (Assessore Provinciale del Lavoro). Con il coordinamento di Claudio Cugusi.

Locandina dell'evento

Parlare di software libero (free software) è una questione di libertà, non di prezzo.

Secondo lo spirito del movimento per il software libero, il cui padre è Richard M. Stallman e promosso, in prima battuta, dalla Free Software Foundation, un software, per poter essere definito libero, deve garantire le seguenti quattro libertà :

  • Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo (chiamata “libertà 0”)
  • Libertà di studiare il programma e modificarlo (“libertà 1”)
  • Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo (“libertà 2”)
  • Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (“libertà 3”).

(http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html)

L’utilizzo del software libero (o, più genericamente, dei programmi a sorgente aperto) all’interno della Pubblica Amministrazione non è certo più una novità. E’ infatti nota la supremazia di GNU/Linux sul lato server, oppure per utilizzi quali CMS e web server. La disponibilità di software consente di realizzare soluzioni ottimali anche per la gestione del protocollo informatico, e per svariate altre necessità della P.A. Sul lato client, invece, la supremazia di Microsoft è ancora schiacciante, in parte legata ad aggressive politiche di mercato, in parte alla presunta maggior difficoltà dei sistemi GNU/Linux.

D’altronde, anche per evitare curve di apprendimento troppo ripide, dal punto di vista dell’office automation può supporsi l’iniziale adozione di programmi liberi su piattaforma Microsoft (ad esempio la suite OpenOffice.org – http://it.openoffice.org – per Windows), per poi passare alla migrazione dell’intero sistema operativo. Le prospettive aperte dall’utilizzo del free software nella pubblica amministrazione sono quindi molteplici, e certo non si limitano al risparmio di spesa per l’acquisto della licenza (fatto che in tale ambito può anche assumere un risultato marginale). Ben più rilevanti sono i vantaggi legati alla disponibilità del codice sorgente, ed all’utilizzo di formati aperti, che garantiscono la massima compliance con il Codice dell’Amministrazione Digitale, e la più ampia interoperabilità, oltrechè una maggiore trasparenza nei confronti del cittadino (si pensi ai formati aperti per le carte d’identità digitali). Non solo: l’utilizzo di software libero consente anche a piccole software house di poter realizzare soluzioni competitive, senza grossi investimenti di capitale, ma puntando sulla creatività e sui servizi a valore aggiunto.

Partendo da questi presupposti, l’iniziativa si propone lo scopo di arrivare alla sottoscrizione di un protocollo di intenti, che coinvolga operatori economici del settore, università, scuola, Gruppi Linux e pubblici amministratori, al fine di un reciproco scambio di esperienze e di condivisione delle rispettive competenze, per incentivare l’adozione di soluzioni a codice aperto nella Pubblica Amministrazione locale sarda.

Si può anche auspicare la creazione di un tavolo permanente di confronto, a livello regionale, che sia aperto alle esperienze maturate all’interno dell’Università, della scuola e dei LUG (Linux User groups).

Questo approccio multistakeholder consentirà la massima flessibilità, al fine di proporre soluzioni efficienti, economiche, sicure, e soprattutto libere.

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Articolo su computer forensics

17 12 2007

Copertina del numero di NataleNel numero di Natale 2007 di LinuxPro è stato pubblicato il mio primo articolo sulla computer forensics: “A caccia di prove con Linux”.





BusyBox contro Verizon Communications

10 12 2007

Gli autori di BusyBox ultimamente sono davvero agguerriti. Ora obiettivo della loro prossima causa è la Verizon Communications di Delaware.

Il convenuto di turno è accusato di non aver ridistribuito il codice sorgente di BusyBox inserito nel router wireless Actiontec MI424WR in formato firmware.

Per approfondimenti:

http://www.softwarefreedom.org/news/2007/dec/07/busybox/

http://lwn.net/Articles/261328/

L’atto di citazione:

http://www.softwarefreedom.org/news/2007/dec/07/busybox/verizon.pdf





Open source anche nei regolamenti comunali

2 12 2007

Inviato da: Avv. Giovanni Battista Gallus

Il Consiglio Comunale di Selargius, in Provincia di Cagliari, in sede di modifica del Regolamento del Consiglio Comunale, per la parte riguardante l’autonomia funzionale e organizzativa del Consigli e dei Gruppi, ha recentemente approvato alcune norme tendenti a incentivare l’utilizzo di programmi a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione. In particolare, nella parte ove si regola l’acquisizione di “strumentazioni informatiche e tecnologiche”, si è espressamente previsto che “si utilizzeranno preferenzialmente programmi basati su codice sorgente aperto, in ossequio al principio di neutralità tecnologica”. La norma, che è stata approvata dal Consiglio a larga maggioranza (nonostante fosse stata proposta da un Consigliere di opposizione) riecheggia la dizione dell’art. 4, lett. I, della L. R. Toscana 26 gennaio 2004, n. 1, “Promozione dell`amministrazione elettronica e della societa` dell`informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della “Rete telematica regionale toscana”. Si tratta di un piccolo passo, in attesa della promulgazione di un analogo disposto normativo da parte della Regione Sardegna (la cui discussione dovrebbe essere imminente, come è stato anticipato in occasione del Convegno “”Software libero: un modello di sviluppo per il territorio”, tenutosi il 31/10/07), che consentirà comunque di valutare soluzioni FLOSS, per l’informatizzazione e le dotazioni del Consiglio e dei Gruppi consiliari.

Fonte: http://www.giuristitelematici.it/modules/bdnews/article.php?storyid=1200