Ratifica alla Convenzione di Budapest: Legge 18 marzo 2008, n. 48

5 04 2008

Il 5 aprile 2008 entra in vigore la Legge 18 marzo 2008, n. 48.
Nello stesso giorno della pubblicazione del commento del CGT alla legge di ratifica viene pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale la legge 48/2008.

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Dalla Gazzetta Ufficiale, n. 80 del 4-4-2008 – Suppl. Ordinario n.79

LEGGE 18 marzo 2008, n. 48
Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, e norme di adeguamento dell’ordinamento interno.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Il Presidente del Senato della Repubblica nell’esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 86 della Costituzione

MARINI

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri D’Alema, Ministro degli affari esteri Scotti, Ministro della giustizia Gentiloni Silveri, Ministro delle comunicazioni Nicolais, Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione

Visto, il Guardasigilli: Scotti

LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 2807):

Presentato dal Ministro degli affari esteri (D’Alema) dal Ministro della giustizia (Mastella), dal Ministro delle comunicazioni (Gentiloni), e dal Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione (Nicolais) il 19 giugno 2007.

Assegnato alle commissioni riunite II (Giustizia) e III (Affari esteri), in sede referente il 24 luglio 2007 con pareri delle commissioni I, V, VI, VII e IX. Esaminato dalla III commissione il 25 settembre 2007; 3 ottobre 2007 e 19 febbraio 2008. Esaminato in aula il 19 febbraio 2008 e approvato il 20 febbraio 2008.

Senato della Repubblica (atto n. 2012): Assegnato alle commissioni riunite 2ª (Giustizia) e 3ª (Affari esteri, emigrazione) in sede referente il 22 febbraio 2008 con pareri delle commissioni 1ª, 5ª, 6ª, 7ª e 8ª. Esaminato dalla 3ª Commissione il 27 febbraio 2008. Esaminato in aula e approvato il 27 febbraio 2008.

Capo I

RATIFICA ED ESECUZIONE

Art. 1.

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, fatta a Budapest il 23 novembre 2001, di seguito denominata «Convenzione».

Art. 2.

(Ordine di esecuzione)

1. Piena e intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore in conformità a quanto disposto dall’articolo 36 della Convenzione stessa.

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Quegli strani puntini gialli…

25 02 2008

Forse non tutti sanno che…

EFF imagesi possono ottenere preziose informazioni di computer forensics anche da pagine stampate con stampanti laser. Ne parlava tre anni fa il sempre ottimo Schneier. In sostanza molti modelli di stampanti laser inseriscono artatamente delle informazioni nelle pagine stampate. Attraverso la lettura di tali informazioni semi-nascoste è possibile risalire all’identità del titolare della stampante. Le stampanti DocuColor della Xerox, ad esempio,inseriscono una serie di minuscoli punti gialli in ciascuna pagina stampata. La particolare disposizione di questi punti gialli, a mo’ di impronta digitale (“laser”) lasciata su ciascun foglio consente di immagazzinare oltre 14 7-bit byte di informazioni.

Non c’è modo di vedere queste sequenze di punti gialli ad occhio nudo: è necessario utilizzare un microscopio o una lente d’ingrandimento e illuminare la pagina con una luce blu.

La EFF (Electronic Frontier Foundation) ha pubblicato una lista delle stampanti che mostrano questa simpatica peculiarità.

Alcuni giorni fa un articolo su The Register parla dell’iniziativa di indagine conoscitiva attivata da Franco Frattini, Commissario responsabile per il portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza dell’Unione Europea, su iniziativa di alcuni europarlamentari (altrimenti detti MEPs). Questa tecnologia di inserimento di informazioni attraverso le stampe laser è potenzialmente lesiva dei diritti umani (in particolare il diritto alla privacy) in quanto non viene fornita alcuna informazione sull’uso che verrà fatto di tale sistema di “tracciamento” delle attività individuali.